Strava sta diventando una mappa della classe sociale delle città Quando cerchiamo casa in una città nuova, di solito guardiamo prezzi, trasporti, servizi e criminalità. Ma online sta emergendo un altro metodo: aprire la Global Heatmap di Strava e vedere dove corre la gente. L’idea è semplice. Se un quartiere è pieno di persone che alle 6:30 del mattino corrono o pedalano con smartwatch, scarpe costose e tempo libero per allenarsi, quella concentrazione di attività può raccontare qualcosa sul tipo di zona. E non è soltanto una battuta. Uno studio su Vancouver ha trovato che nei quartieri con status socioeconomico elevato la probabilità di osservare attività di corsa registrate su Strava era oltre 2 volte superiore rispetto alle zone con status medio. Nei quartieri con status socioeconomico più basso, invece, era circa dimezzata. Dentro la heatmap finiscono infatti molte variabili insieme: reddito, accesso a parchi e piste ciclabili, qualità dello spazio urbano, tempo libero e composizione demografica. A questo si aggiunge un bias importante: gli utenti Strava non rappresentano perfettamente la popolazione generale e tendono a essere più sportivi, digitalizzati e, in diversi studi, mediamente più istruiti e benestanti. Quindi una mappa nata per mostrare dove si corre può finire per diventare involontariamente una sorta di radiografia sociologica della città. Attenzione però: una zona poco illuminata sulla heatmap non significa automaticamente che sia povera o pericolosa. Potrebbero semplicemente esserci meno utenti Strava, meno infrastrutture sportive, meno turisti o persone che si allenano senza registrare l’attività. La cosa interessante è un’altra: sempre più aspetti della vita urbana stanno lasciando tracce digitali che permettono di inferire informazioni che nessuno aveva pensato di mappare direttamente. Persino il jogging.
#Strava #Heatmap #Immobiliare #Città #Tecnologia BigData Dati SmartCity Società Running RealEstate DataScience